NE VALE LA PENA?

NE VALE LA PENA?

mercoledì 19 novembre 2014

RELAZIONI CON LE FIGURE DI ATTACCAMENTO E I LORO EFFETTI SUL COMPORTAMENTO ONLINE

RUOLO DELLA FAMIGLIA
Il 97% dei giovani in età compresa tra i 12 e i 18 anni utilizza internet.Gli studiosi hanno individuato quattro stili parentali che derivano dalla combinazione di due elementi essenziali:l'esigenza(quando i genitori fanno richieste frequenti ai figli,esercitano un certo controllo su di loro seguendoli e garantiscono il rispetto di regole e disciplina)e la responsività (quando i genitori manifestano la propria affettività ai figli, gli offrono sostegno,soddisfano i loro bisogni e le loro richieste).Quando entrabe le componenti sono presenti in egual maniera ci troviamo di fronte ad uno stile parentale autorevole (consigliato per un sereno e corretto sviluppo del bambino).
La mancanza di attaccamento emozionale e il rifiuto sono altamente associati con il bullismo, l'aggressività e il comportamento delinquenziale.Così come uno scarso controllo parentale è collegato a frequenti contatti con la polizia, comportamenti delinquenziali e maggiore probabilità di compiere atti violenti.Quando la famiglia esercita uno stile parentale troppo permissivo e indulgente con scarso controllo il bambino o adolescente non sviluppa un adeguato controllo sul proprio comportamento e questo,associato anche alle caratteristiche di personalità del soggetto, può condurre a difficoltà nella gestione del sé e delle proprie azioni.Allo stesso modo in una famiglia dallo stile genitoriale coercitivo dove il rispetto delle regole viene garantito con il ricorso a punizione fisiche o esplosioni di rabbia il bambino può identificare tali modalità espressive come normali e attuarle così come modello di gestione dei conflitti.Un modesto legame emotivo relazionale tra genitori e figli amplifica di quasi il doppio le possibilità di essere coinvolti in molestie online da una parte e di diventare molestatori dall' altra.
LA RELAZIONE PADRE-BAMBINO E L'USO DI INTERNET
L'influenza dei padri sullo sviluppo dei figli è cruciale in media infanzia e adolescenza specialmente nello sviluppo delle abilità esplorative.I differenti tipi di attacamento (materno e paterno)influenzano diversi ambiti di sviluppo del bambino.
L'attaccamento paterno è sicuramente determinante nella modalità dominante di reperire supporto sociale.E' stato riscontrato che la dimensione della fiducia predice negativamente l'uso patologico di internet mentre l'alienazione lo determina nell'uso dei servizi dedicati al tempo libero.Possiamo quindi dire che se un adolescente ha un rapporto con il proprio padre connotato da alienazione e mancata fiducia è più probabile che utilizzi internet per ricercare supporto emotivo e stringere relazioni online, questo perché le persone con una bassa qualità di attaccamento con la figura paterna hanno solitamente una modesta rete sociale di supporto.Gli adolescenti con questo genere di attaccamento paterne manifestano basse strategie di coping di conseguenza sono più vulnerabili ad un utilizzo negativo della rete.

Il monitoraggio dei genitori e le relazioni positive genitori-bambino possono essere fattori che favoriscono l'uso sicuro di internet e decrementano la possibilità del bambino di divenire un aggressore online.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DELLA VITTIMA DI BULLISMO?

La vittima si caratterizza per un modello di reazione ansioso o sottomesso associato alla debolezza fisica. Le vittime presentano spesso facilità al pianto, sono timide ed introverse, insicure e passive, sono spesso in ansia e non hanno una buona stima di sé. Anche ruoli di parenting inadeguati possono ricadere sul fatto di essere vittima di un bullo. Modelli di attaccamento insicuro e stili parentali iperprotettivi sono associati al ruolo di vittima.
Gli indici per riconoscere una possibile vittima potrebbero essere i seguenti:

A scuola:
  • è spesso preso in giro, minacciato, oggetto di beffe e derisioni, sottomesso, isolato dal resto della classe;
  • appare indifeso e non in grado di reagire in maniera efficace - tende a giustificare eventuali segni di aggressioni fisiche come incidenti naturali;
  • è ansioso, insicuro, timoroso di parlare di fronte ai compagni;
  • il rendimento scolastico peggiora nel tempo.

A casa:
  • ha pochi amici e tendenzialmente non porta a casa compagni di classe e coetanei;
  • lamenta sintomi fisici come mal di testa e mal di pancia per non andare a scuola;
  • cerca di evitare di incontrare i propri compagni nel tragitto tra casa e scuola;
  • dorme male e ha incubi;
  • perde interesse nelle attività scolastiche e nello studio – che si riflette poi sul rendimento;
  • è spesso triste e depresso, ha sbalzi d'umore, ha scatti d'ira ed è facilmente irritabile;
  • chiede o ruba oggetti e denaro per assecondare i bulli;
  • tende a ricercare la compagnia degli adulti invece che quella dei coetanei.

Esiste una seconda variante di vittima, la "vittima provocatrice”, che oltre alle caratteristiche sopra descritte, appare come un bambino irrequieto e goffo, con reazioni miste di tipo sia ansioso sia aggressivo, ma comunque poco efficaci, e che ha sviluppato modi di fare irritanti sia per i compagni sia spesso anche per gli adulti.

LA SCUOLA E IL SUO POSSIBILE INTERVENTO NELLA RIDUZIONE DEL BULLISMO.

In uno dei post precedenti ci siamo lasciati chiedendoci come possono intervenire gli insegnanti davanti a questi atti di bullismo. Ebbene le insegnati possono e devono fare  molto. Uno dei modi è quello all'interno della classe di favorire la conoscenza reciproca della cultura dell'altro attraverso la costruzione di un video fatto dagli stessi ragazzi, in cui raccontano le loro tradizioni, i loro usi e costumi imparando così ad ascoltare e rispettare l'altro per il proprio vissuto e la propria storia. Cosa molto utile sarebbe poi ( anche per gratificare i ragazzi dell'impegno che hanno messo in questo lavoro) presentare questi video all'interno della festa paesana, di cui loro stessi potrebbero offrirsi volontari per l'organizzazione, davanti a tutto il paese mettendosi anche in gioco attraverso la preparazione e la vendita di cibi tipici del loro paese, avendo cos' un ottima opportunità di integrazione all'interno della società che vada al di fuori del contesto scolastico del quale a volte diffidano pure. Così facendo il soggetto si sente meno solo anche davanti al suo disagio e a quello della sua famiglia derivato anche dal non saper neanche la lingua del paese ospitante e questo provoca disorientamento. Questo progetto sull'inter  cultura è stato pensato come ottima occasione per ridurre gli atti di bullismo perché come già raccontato in precedenza una delle cause principali del bullismo è la mancata accettazione dell'altro e della sua cultura che porta a sentirsi molto soli. Offre inoltre una bellissima occasione per apprendere nuove conoscenze in ambito scolastico come la storia in modo più divertente e interessante.
Un altro modo in cui le insegnanti possono intervenire è quello di somministrare domande agli studenti riguardanti la cultura di entrambe evidenziando come fra le due culture ci sono punti di uguaglianza e  partire da queste per andare in fondo alla vera ragione del comportamento negativo creando occasione di dialogo. Qui l'insegnante ha il compito importantissimo della mediazione. queste informazioni sono prese direttamente dalla mia esperienza personale. alcuni siti però in cui si possono trovare informazione riguardanti gli argomenti sono :
stop al bullismo
http://www.edscuola.it/archivio/parliamone/bullismo/bullismo.pdf
http://www.luccaindiretta.it/dalla-citta/item/35492-riparte-non-cadiamo-in-trappola-progetto-contro-il-bullismo-nelle-scuole.html
http://www.stopalbullismo.it/risorse.html.

IL CYBERBULLISMO E' UN REATO


martedì 18 novembre 2014

IL DISAGIO GIOVANILE A SCUOLA LA SITUAZIONE DELL'EMILIA ROMAGNA.


Il problema del bullismo oggi in Emilia Romagna è sempre più diffuso ed è causato da una povertà sia economica che culturale che riguarda prevalentemente le famiglie straniere. oggi nella nostra regione immigrano un sempre più elevato numero di persone che hanno una loro personale cultura (anche molto radicata) e che non riescono ad accettare quella del luogo in cui arrivano, e problemi economici infatti vengono nella nostra regione proprio perché hanno questo problema oppure anche di più gravi come la guerra o perché sono perseguitati. Tutte queste motivazioni però portano, se non considerate nella giusta maniera, a problemi molto più gravi di integrazione a livello sociale anche perché non conoscono la lingua e, molte volte, per rabbia non la vogliono neanche imparare oppure anche scolastica e questo, sfocia spesso nel fenomeno del bullismo nei confronti dei compagni di classe che appartengono ad una cultura diversa solo perché li vedono come nemici. La scuola da parte sua non fa niente per ridurre questo fenomeno e fa finta di non vederlo scordandosi però di quanto sia dannoso sia per i bulli che esprimono così la loro rabbia, il loro dolore, la paura dell'altro e la loro vergogna per la loro povertà e per la condizione di abbandono che vive la sua famiglia, che per la vittima che tende a rinchiudersi in sé stesso, non raccontando a nessuno del torto subito e rischiando di sviluppare anche patologie più serie come la depressione o anoressia o bulimia.  

La domanda che io vi pongo a questo punto è: come la scuola può intervenire davanti a questa situazione?

Le informazioni scritte in questo blog sono prese la testo il  cyberbullismo.

lunedì 17 novembre 2014

Psicopatologia dei comportamenti online correlata ai disturbi comportamentali di bullismo elettronico (IIparte)

I MECCANISMI DI DISINIBIZIONE
Con il termine disinibizione si vogliono indicare messaggi online violenti e volgari comportamenti antisociali verso il prossimo e espressione di sentimenti rivolti verso un'altra persona attraverso l' utilizzo di internet. Prentice-Dunn e Rogers (1982) sostengono che la disinibizione sia un prodotto di una ridotta coscienza di sé pubblica che condurrebbe ad una minore preoccupazione per il giudizio altrui.La disinibizione online è una riduzione della preoccupazione per la presentazione di sé e per il giudizio degli altri,tutto ciò porterebbe a significativi comportamenti nella coscienza di sé.Nell' ambiente interattivo manca l' interazione tra utenti faccia a faccia e tutto può essere caratterizzato dall'ANONIMATO.I segnali sociali vengono rimossi:gli utenti dall'altra parte dello schermo non percepiscono gli sguardi di disappunto,le espressioni del volto,i segnali di malessere e stress che possono colpire l'altro.Gli studiosi hanno notato come spesso le persone in internet dicono e fanno cose che normalmente nel reale non direbbero e non farebbero.Questo comportamento può essere spiegato con la definizione di EFFETTO DA DISINIBIZIONE ONLINE.La disinibizione può essere benigna,quando gli utenti si aprono al dialogo,a una migliore conoscenza di se stessi e imparano a parlare apertamente delle loro emozione,tossica se invece l'utente la usa in modo violento e volgare.
L'anonimato e uno dei principali fattori che favoriscono la disinibizione:quando le persone hanno la possibilità di separare la loro identità dalle loro azioni si sentono chiaramente facilitate nel compiere azioni anche violente verso il prossimo.L'anonimato libera dai ruoli sociali convenzionali e conduce ad una maggiore espressione di aggressività e comportamenti inappropriati.
Nel processo di dissociazione gli individui possono non integrare il loro sé reale con quello virtuale,sentendosi così non responsabili dei propri comportamenti.
Willard (2007) dice:"tu non puoi vedermi,io non posso vederti".La DISTANZA SOCIALE ha un ruolo cruciale ed esplicativo nelle cause dei comportamenti aggressivi.
LA COMUNICAZIONE ASINCRONA E L'ANONIMATO
La comunicazione online è spesso asincronica (le persone non interagiscono tra loro in tempo reale).Il confronto non immediato disinibisce le persone.Anche la mancanza di un feedback espressivo  influenza l'andamento delle conversazioni.Si può dire che lo spazio cibernetico diventa come un palcoscenico e noi siamo come degli attori.L'opportunità di sottrarsi o dissociarsi da ciò che accade online con il processo psicologico di creazione di personaggi immaginari amplifica l'effetto disinibito.Sotto l' influenza dell'anonimato uno può provare una non identità invisibile che porta ad una suddivisione in compartimenti dell'espressione del sè. Grazie all'anonimato le persone sono meno sottoposte al giudizio dell'autorità e per questo più propense a compiere atti molesti.Si ha una riduzione del livello di regolazione comportamentale personale.Si può però anche affermare che spesso non esiste un unico tipo di comportamento aggressivo disinibito anonimo ,ma questo coesiste con un comportamento socialmente scoperto in cui il soggetto controlla i suoi istinti aggressivi.

FATTORI DI RISCHIO DEI BULLI

Quali sono gli elementi del comportamento individuale, dell'ambiente sociale e delle relazioni interpersonali che possono anticipare, segnalare, determinare o favorire la messa in atto di comportamenti di bullismo?
A livello individuale si è riscontrato che i bulli hanno un basso livello di autocontrollo e un'accettazione elevata di comportamenti antisociali e delinquenziali, inoltre manifestano scarsa empatia e incapacità nella gestione delle emozioni.
Per i bulli è fondamentale avere il controllo sulle persone, per questo hanno elaborato una forma di controllo sofistica e hanno una teoria della mente formulata puramente in termini strumentali, senza la componente empatica.

Un altro importante fattore di rischio a livello individuale è legato a quello che Bandura chiama le forme di disimpegno morale, cioè le strategie cognitivo-discorsive con cui i ragazzi giustificano le loro
trasgressioni. Le forme di disimpegno morale possono strutturarsi, diventare un modello culturale di riferimento e in qualche maniera svincolare il soggetto dalle regole e dalle norme. Bandura ha individuato otto forme di disimpegno morale, tra cui la diffusione della responsabilità. La osserviamo soprattutto nelle dinamiche di gruppo: il ragazzo diffonde la responsabilità quando agisce in gruppo “ero con gli altri, ero nel gruppo, lo facevano tutti”, sentendosi meno responsabile; altri meccanismi gruppali sono la dislocazione della responsabilità, "ubbidivo solo agli ordini" e la deumanizzazione della vittima. E' innegabile l'importanza della famiglia come sistema normativo che tende ad influenzare le autoregolazioni dei membri che vi fanno parte. L’utilizzo di un modello di educazione autoritario e non autorevole e, di un comportamento aggressivo, costituiscono dei fattori importanti nello sviluppo del comportamento prevaricatorio. Al contrario, le ricerche testimoniano che uno stile genitoriale autorevole accompagnato ad uno stile comportamentale affettivamente competente e non aggressivo costituiscono un importante fattore di protezione perché fanno aumentare le abilità socio-relazionali del bambino e rinforzano le strategie di coping. Tra gli stili genitoriali che possono caratterizzare la famiglia del bullo sono stati rintracciati:

a. atteggiamenti emotivi caratterizzati da scarso coinvolgimento emotivo, distacco affettivo e
anaffettività;
b. difficoltà nella gestione delle emozioni;
c. comportamenti violenti di diverso tipo (verbale, psicologico, morale e fisico);
d. stili educativi permissivi incapaci a contenere e porre limiti all’aggressività dei figli, che durante la
loro crescita non saranno in grado di elaborare strategie di autocontrollo.

L’esposizione durante la prima infanzia a mancanza di cure o ad abusi da parte dei genitori, una storia di attaccamento difficile, i conflitti e l’aggressività fra coniugi, rappresentano fattori predisponenti significativi nell'assunzione del ruolo di bullo o vittima. I bambini esposti come testimoni alla violenza domestica tra genitori o altri componenti della famiglia sarebbero peraltro più
incompetenti socialmente e maggiormente esposti a subire delle prevaricazioni da parte di altri. Wolke e Samara sottolineano, nell'ambito del contesto familiare, le esperienze con i fratelli. La relazione con i pari gioca un importante ruolo come fattore di protezione o di rischio del percorso evolutivo. Se si sta a contatto con compagni o adulti che considerano l’aggressione fisica socialmente accettabile e se si è obbligati a dare pubblicamente prove di forza per acquisire prestigio e non diventare una vittima nel proprio quartiere, poi è difficile cambiare comportamento a scuola. Vivere in un quartiere ghettizzato e degradato, dove il livello di criminalità, di spaccio e di presenza delle bande è elevato, ha un’influenza importante sul comportamento dei giovani. La mancanza di opportunità di farsi un futuro è stata identificata come un rischio significativo di sviluppare rapporti aggressivi e atti di bullismo.

domenica 16 novembre 2014

Psicopatologia dei comportamenti online correlata ai disturbi comportamentali di bullismo elettronico (I parte)

DIPENDENZE TECNOLOGICHE
Fu Golberg (1996) psichiatra americano, a introdurre per primo il termine INTERNET ADDICTION: egli osservò il comportamento di alcuni navigatori ipotizzando l'esistenza di un disturbo specifico connesso all'abuso di internet,INTERNET ADDICTION DISORDER, proponendo di usare per la diagnosi i criteri diagnostici derivati dallo studio delle dipendende di droga e alcool.In breve tempo ci si accorse del dilagare del fenomeno e della relativa nascita di gruppi di supporto.
La prima a studiare il problema da un punto di vista scientifico fu Kimberly Young(1996)psichiatra americana, la quale condusse, con l'aiuto di un questionario di autovalutazione online, una ricerca pionieristica sull'abuso di internet e sui problemi ad esso correlati.La dipendenza tecnologica può essere definita dipendenza di tipo comportamentale,le persone sviluppano dipendenza da quello che fanno e da ciò che provano mentre lo fanno.Proprio come ogni genere di dipendenza anche quella da internet presenta sintomi di astinenza,alternanza del tono dell' umore,tolleranza, conflitto e ricaduta.
EFFETTI DELLE DIPENDENZE TECNOLOGICHE
L'aspetto più importante è la progressiva compromissione, a causa dell'abuso di rete, dei comportamenti nell'area relazionale,famigliare,lavorativa e scolastica. Young(1996)sostiene come" l' infelicità crei un tipo di terreno favorevole per tutti i generi di dipendenze"queste persone spesso sono sole,depresse, presentano una vita sociale insoddisfacente e una bassa autostima accompagnata da sensazioni di insicurezza e ansia.Internet diventa quindi un luogo dove trovare rifugio e sollievo alla depressione e alla solitudine.L'uso dello spazio virtuale controbilancia i deficit della vita personale facendo diventare così la rete luogo di fuga,realtà parallela.Carretti individua(2000)una nuova categoria diagnostica:LA TRANCE DISSOCIATIVA (stato involontario di trance caratterizzato da un'alterazione temporanea marcata dello stato di coscienza)Tale dissociazione comporta perdita del senso abituale dell' identità personale, si crea così un'identità alternativa che influenza e dissolve l' identità abituale.Catturato dall'attività informatica l'individuo viene "posseduto"fino al punto di perdere il controllo di se e della situazione che si va creando.Le caratteristiche tecniche della comunicazione telematica consento al soggetto di vivere uno stato di onnipotenza.
La disinibizione, l'assenza di confini, la distorsione del tempo,sono caratteristiche che rendono internet attraente per le persone che spesso presentano problemi relazionali.


UN PO DI BIBLIOGRAFIA.

 
 
Il bullismo è un fenomeno di cui si è incominciato a parlare già dall'inizio degli anni 70 nei paesi scandinavi e in Australia in seguito al suicidio di una ragazza avvenuto a causa delle ripetute prese in giro e la diffusione di voci false su suo conto da alcuni. ( Bullismo Wikipedia )
Il primo libro è stato pubblicato nel 1973 e porta il titolo di: the anatomy of human destruhectiveness che tratta dei processi mentali che portano la persona a compiere atti che danneggiano cose e persone in modo intenzionale. Altri libri invece più recenti trattano il bullismo analizzandolo più sotto l'aspetto non tanto di che cos'è quanto di come sia presente non solo all'interno della società ma anche all'interno di ambienti tendenzialmente più protetti come la scuola dove, già dalla scuola primaria si presenta questo fenomeno, e quali sono le implicazioni/conseguenze sia nella vittima che nel bullo infine in alcuni libri si tratta di come reagiscono/come si comportano le istituzioni e le scuole davanti a tale problema.
ora ecco elencati alcuni libri che trattano degli aspetti sopra indicati. verranno qui disposti in ordine cronologico dai più recenti ai più antichi. 
Bullismo: le azioni efficaci della scuola. Percorsi italiani alla prevenzione e all'intervento
Bullismo a scuola. Ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono.
Questi testi sono stati presi dal seguente link (libri di bullismo biblioteca universitaria)
Il cyber bullismo è invece un fenomeno più recente in quanto oggi più che in passato le tecnologie sono avanzate nella nostra società e sono sempre più accessibili a tutti.
Alcuni libri che trattano di questo tema sono:
Il cyberbullismo
Il cyberbullismo : indagine esplorativa e proposte educative
questi testi sono stati presi da: Bibliografia sul cyberbullismo e il bullismo digitale

sabato 15 novembre 2014

COME PREVENIRE AL CYBERBULLISMO??

Il fenomeno del cyberbullismo ha già spinto alcuni studenti a tentare il suicidio o li ha costretti a cambiare scuola.Quest'ultima costituisce il contesto ideale per l'applicazione dei programmi di prevenzione, per due motivi:

  1. garantisce l'accesso alla popolazione coinvolta (includendo vittime e aggressori);
  2. ha inoltre come principale obiettivo l'educazione degli allievi e la promozione dei valori sociali e morali.
La teoria socio-cognitiva ha ispirato diversi programmi per la prevenzione dei comportamenti aggressivi e violenti manifestati dagli adolescenti. Questa prospettiva, che coinvolge apprendimento, pensiero e ragionamento, ben si adatta agli obiettivi educativi della scuola. Gli interventi mirati ad affrontare i comportamenti violenti in adolescenza utilizzano tipicamente quattro approcci:
  1. il re-training delle attribuzioni;
  2. il training per l'acquisizione delle abilità sociali e di problem solving;
  3. la tecnica del pairing;
  4. la modifica dello stile di insegnamento e del curriculum scolastico.
Ognuno di questo approccio, basato su nozioni teoriche specifiche elaborate nel campo della prospettiva socio-cognitiva, offre un insieme di linee guida, strategie e pratiche derivate da tali concetti.
Il re-training, si basa sull'idea che le interpretazioni cognitive disfunzionali del mondo sociale, e le conseguenti intenzioni comportamentali, possono contribuire a spiegare il comportamento aggressivo. Un bambino violento tende a percepire stimoli neutri come atti aggressivi diretti nei suoi confronti e reagisce dunque con rabbia, sentendosi giustificato a rispondere con altrettanta aggressività.  Ma se questi stimoli sono attribuiti ad atti non intenzionali, gli impulsi aggressivi possono essere controllati. Partendo da questo concetto, è stata sviluppata una strategia per modificare il comportamento antisociale, insegnando al bambino a rendersi conto della non intenzionalità dei comportamenti in situazioni di ambiguità attribuzionale. Riducendo la rabbia sperimentata dal bambino, si allontana la possibilità di una distorsione, messa in atto attraverso comportamenti di bullismo. Questo programma di intervento include tecniche diversi: il role-play , il brainstorming.
Poi c'è il training delle abilità sociali centrato sul problem solving. Questo può migliorare il funzionamento sociale degli studenti che manifestano comportamenti antisociali, incluso il bullismo. L'obbiettivo principale è l'aumento della consapevolezza delle conseguenze sociali del bullismo e il miglioramento dell'accettazione sociale degli adolescenti rifiutati. I programmi che rientrano in questo secondo approccio possono essere suddivisi in tre categorie:
  1. un training delle abilità sociali;
  2. un training delle abilità sociali in una prospettiva cognitivo-comportamentali;
  3. un intervento multivariato per l'acquisizione delle abilità sociali.
Il terzo approccio, il pairing si basa sull'idea che il comportamento deviante debba essere affrontato con una terapia individuale, perché derivato da problematiche integrate nel sé .
Il quarto ed ultimo approccio, prevede la modifica dello stile di insegnamento e del curriculum scolastico, motivata dal riscontro di un collegamento tra bullismo e risultati accademici mediocri. I cambiamenti promossi hanno l'obiettivo di migliorare il rendimento di studenti con scarso rendimento, lavorando sull'autostima e sullo sviluppo di un atteggiamento più positivo verso la scuola e il successo accademico.


venerdì 14 novembre 2014

COS' E' IL CYBERBULLISMO??


"Oggi il 34% del bullismo è online, in chat o su i social network. Far circolare delle foto e notizie spiacevoli o inviare materiale offensivo può costruire un danno psicologico"(Fonte quotidianoinclasse.corriere.it). 
Il cyberbullismo è mobbing in internet, infatti per designarlo si usano anche i termini cybermobbing e internet mobbing.
Quindi non è altro che una forma di bullismo via web. I "bulli" o il "branco", sono spesso persone che la vittima ha conosciuto  a scuola, in un quartiere o in un associazione. Offendono, minacciano o ricattano le loro vittime direttamente o facendo pressione psicologica su di loro, le diffamano, diffondono dicerie sul loro conto. Chi ne è vittima può subire conseguenze molto gravi come ad esempio la perdita di fiducia in se stessi, stati di ansia o depressione. 
Ecco alcuni esempi con cui i ragazzi realizzano atti di cyberbullismo:

  1. pettegolezzi, diffusi attraverso messaggi sui cellulari, mail, social network;
  2. postando o inoltrando informazioni, immagini o video imbarazzanti;
  3. rubando l'identità e il profilo di altri, o costruendone di falsi, al fine di mettere in imbarazzo o danneggiare la reputazione della vittima;
  4. insultando o deridendo la vittima attraverso messaggi sul cellulare, mail, social network, blog o altri media;
  5. facendo minacce fisiche alla vittima attraverso un qualsiasi media.




Cos'è il bullismo??

Per bullismo si intendono tutte quelle azioni ripetute nel tempo di prevaricazione e deumanizzazione messe in atto da una persona o gruppi di persone nei confronti di un'altra soggetto (vittima).
Solitamente a compiere questi atti sono bambini e adolescenti.
Secondo le definizioni date dagli studiosi di questi fenomeno, una persona è oggetto di azioni di bullismo, quando viene esposto ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni violente del bullo o del gruppo di bulli. Quindi caratteristica principale di questo fenomeno è la continuità nel tempo di atti violenti, offensivi e denigratori nei confronti della stessa vittima.

Nel bullismo sono presenti tre tipologie di attori:
  • bullo o gruppo di bulli: che compione l'atto violento,
  • vittima o gruppo di vittime: che subiscono la violenza,
  • osservatori: vedono l'atto violento senza intervenire, anzi spesso ridono e stanno al gioco del bullo.
Il bullismo può essere attuato in due differenti modi:
  • bullismo diretto: comprende atti espliciti nei confronti della vittima e può essere di tipo fisico e verbale,
  • bullismo indiretto: danneggia la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, attraverso atti come l'esclusione dai pari, l'isolamento, o attraverso la diffusione di calun

RIFLESSIONE

Bullismo e cyberbullismo: due fenomeni sociali interdipendenti che vanno a rispecchiare e descrivere una delle forme più comuni al giorno d'oggi di disagio giovanile.