NE VALE LA PENA?

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sabato 15 novembre 2014

COME PREVENIRE AL CYBERBULLISMO??

Il fenomeno del cyberbullismo ha già spinto alcuni studenti a tentare il suicidio o li ha costretti a cambiare scuola.Quest'ultima costituisce il contesto ideale per l'applicazione dei programmi di prevenzione, per due motivi:

  1. garantisce l'accesso alla popolazione coinvolta (includendo vittime e aggressori);
  2. ha inoltre come principale obiettivo l'educazione degli allievi e la promozione dei valori sociali e morali.
La teoria socio-cognitiva ha ispirato diversi programmi per la prevenzione dei comportamenti aggressivi e violenti manifestati dagli adolescenti. Questa prospettiva, che coinvolge apprendimento, pensiero e ragionamento, ben si adatta agli obiettivi educativi della scuola. Gli interventi mirati ad affrontare i comportamenti violenti in adolescenza utilizzano tipicamente quattro approcci:
  1. il re-training delle attribuzioni;
  2. il training per l'acquisizione delle abilità sociali e di problem solving;
  3. la tecnica del pairing;
  4. la modifica dello stile di insegnamento e del curriculum scolastico.
Ognuno di questo approccio, basato su nozioni teoriche specifiche elaborate nel campo della prospettiva socio-cognitiva, offre un insieme di linee guida, strategie e pratiche derivate da tali concetti.
Il re-training, si basa sull'idea che le interpretazioni cognitive disfunzionali del mondo sociale, e le conseguenti intenzioni comportamentali, possono contribuire a spiegare il comportamento aggressivo. Un bambino violento tende a percepire stimoli neutri come atti aggressivi diretti nei suoi confronti e reagisce dunque con rabbia, sentendosi giustificato a rispondere con altrettanta aggressività.  Ma se questi stimoli sono attribuiti ad atti non intenzionali, gli impulsi aggressivi possono essere controllati. Partendo da questo concetto, è stata sviluppata una strategia per modificare il comportamento antisociale, insegnando al bambino a rendersi conto della non intenzionalità dei comportamenti in situazioni di ambiguità attribuzionale. Riducendo la rabbia sperimentata dal bambino, si allontana la possibilità di una distorsione, messa in atto attraverso comportamenti di bullismo. Questo programma di intervento include tecniche diversi: il role-play , il brainstorming.
Poi c'è il training delle abilità sociali centrato sul problem solving. Questo può migliorare il funzionamento sociale degli studenti che manifestano comportamenti antisociali, incluso il bullismo. L'obbiettivo principale è l'aumento della consapevolezza delle conseguenze sociali del bullismo e il miglioramento dell'accettazione sociale degli adolescenti rifiutati. I programmi che rientrano in questo secondo approccio possono essere suddivisi in tre categorie:
  1. un training delle abilità sociali;
  2. un training delle abilità sociali in una prospettiva cognitivo-comportamentali;
  3. un intervento multivariato per l'acquisizione delle abilità sociali.
Il terzo approccio, il pairing si basa sull'idea che il comportamento deviante debba essere affrontato con una terapia individuale, perché derivato da problematiche integrate nel sé .
Il quarto ed ultimo approccio, prevede la modifica dello stile di insegnamento e del curriculum scolastico, motivata dal riscontro di un collegamento tra bullismo e risultati accademici mediocri. I cambiamenti promossi hanno l'obiettivo di migliorare il rendimento di studenti con scarso rendimento, lavorando sull'autostima e sullo sviluppo di un atteggiamento più positivo verso la scuola e il successo accademico.


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