NE VALE LA PENA?

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lunedì 17 novembre 2014

FATTORI DI RISCHIO DEI BULLI

Quali sono gli elementi del comportamento individuale, dell'ambiente sociale e delle relazioni interpersonali che possono anticipare, segnalare, determinare o favorire la messa in atto di comportamenti di bullismo?
A livello individuale si è riscontrato che i bulli hanno un basso livello di autocontrollo e un'accettazione elevata di comportamenti antisociali e delinquenziali, inoltre manifestano scarsa empatia e incapacità nella gestione delle emozioni.
Per i bulli è fondamentale avere il controllo sulle persone, per questo hanno elaborato una forma di controllo sofistica e hanno una teoria della mente formulata puramente in termini strumentali, senza la componente empatica.

Un altro importante fattore di rischio a livello individuale è legato a quello che Bandura chiama le forme di disimpegno morale, cioè le strategie cognitivo-discorsive con cui i ragazzi giustificano le loro
trasgressioni. Le forme di disimpegno morale possono strutturarsi, diventare un modello culturale di riferimento e in qualche maniera svincolare il soggetto dalle regole e dalle norme. Bandura ha individuato otto forme di disimpegno morale, tra cui la diffusione della responsabilità. La osserviamo soprattutto nelle dinamiche di gruppo: il ragazzo diffonde la responsabilità quando agisce in gruppo “ero con gli altri, ero nel gruppo, lo facevano tutti”, sentendosi meno responsabile; altri meccanismi gruppali sono la dislocazione della responsabilità, "ubbidivo solo agli ordini" e la deumanizzazione della vittima. E' innegabile l'importanza della famiglia come sistema normativo che tende ad influenzare le autoregolazioni dei membri che vi fanno parte. L’utilizzo di un modello di educazione autoritario e non autorevole e, di un comportamento aggressivo, costituiscono dei fattori importanti nello sviluppo del comportamento prevaricatorio. Al contrario, le ricerche testimoniano che uno stile genitoriale autorevole accompagnato ad uno stile comportamentale affettivamente competente e non aggressivo costituiscono un importante fattore di protezione perché fanno aumentare le abilità socio-relazionali del bambino e rinforzano le strategie di coping. Tra gli stili genitoriali che possono caratterizzare la famiglia del bullo sono stati rintracciati:

a. atteggiamenti emotivi caratterizzati da scarso coinvolgimento emotivo, distacco affettivo e
anaffettività;
b. difficoltà nella gestione delle emozioni;
c. comportamenti violenti di diverso tipo (verbale, psicologico, morale e fisico);
d. stili educativi permissivi incapaci a contenere e porre limiti all’aggressività dei figli, che durante la
loro crescita non saranno in grado di elaborare strategie di autocontrollo.

L’esposizione durante la prima infanzia a mancanza di cure o ad abusi da parte dei genitori, una storia di attaccamento difficile, i conflitti e l’aggressività fra coniugi, rappresentano fattori predisponenti significativi nell'assunzione del ruolo di bullo o vittima. I bambini esposti come testimoni alla violenza domestica tra genitori o altri componenti della famiglia sarebbero peraltro più
incompetenti socialmente e maggiormente esposti a subire delle prevaricazioni da parte di altri. Wolke e Samara sottolineano, nell'ambito del contesto familiare, le esperienze con i fratelli. La relazione con i pari gioca un importante ruolo come fattore di protezione o di rischio del percorso evolutivo. Se si sta a contatto con compagni o adulti che considerano l’aggressione fisica socialmente accettabile e se si è obbligati a dare pubblicamente prove di forza per acquisire prestigio e non diventare una vittima nel proprio quartiere, poi è difficile cambiare comportamento a scuola. Vivere in un quartiere ghettizzato e degradato, dove il livello di criminalità, di spaccio e di presenza delle bande è elevato, ha un’influenza importante sul comportamento dei giovani. La mancanza di opportunità di farsi un futuro è stata identificata come un rischio significativo di sviluppare rapporti aggressivi e atti di bullismo.

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